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Riassunto Clinico Chiave: Terapia con Anticorpi Bispecifici PD-(L)1 × VEGF nel Carcinoma Polmonare

Modulo 4: Selezione del Paziente e Integrazione dei Biomarcatori

Questo è il riepilogo di un modulo di microlearning basato su una presentazione del Prof. Edward Garon, disponibile qui. Prima di partecipare, si prega di leggere le informazioni relative ai crediti ECM/CME e alle dichiarazioni di trasparenza, disponibili qui.

Questa attività è supportata da un contributo educativo indipendente della BioNTech-BMS Alliance. Questo programma di formazione online è stato sviluppato per gli operatori sanitari di tutto il mondo.

Gli anticorpi bispecifici PD-(L)1 × VEGF combinano il blocco dei checkpoint con l’attività antiangiogenica in un’unica molecola. Per quanto riguarda ivonescimab, gli studi preclinici suggeriscono un legame cooperativo tra i suoi bersagli, fornendo un razionale biologico che va oltre la semplice combinazione di due meccanismi. Ivonescimab (PD-1 × VEGF) e pumitamig/BNT327 (PD-L1 × VEGF-A) sono due degli agenti clinicamente più avanzati di questa classe. La sessione ha esaminato tre studi randomizzati di fase 3 su ivonescimab condotti in Cina. I dati presentati su pumitamig per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) provenivano dalla fase 2 di sviluppo; ROSETTA Lung-01 è uno studio di fase 3 in corso, mentre ROSETTA Lung-02 è uno studio di fase 2/3 in corso, la cui parte di fase 3 è attualmente in svolgimento.

+6dell’EGFR dopo progressione della malattia in corso di terapia con EGFR-TKI, ivonescimab in associazione alla chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) (7,1 vs 4,8 mesi; HR 0,46) e la sopravvivenza globale (OS) (16,8 vs 14,1 mesi; HR 0,74) rispetto alla sola chemioterapia. Nello studio HARMONi-2, ivonescimab ha migliorato la PFS rispetto a pembrolizumab nel NSCLC avanzato PD-L1-positivo non trattato (11,14 vs 5,82 mesi; HR 0,51). Lo studio HARMONi-6 ha dimostrato un beneficio in termini di PFS e OS per ivonescimab in associazione alla chemioterapia rispetto a tislelizumab in associazione alla chemioterapia nel NSCLC squamoso non trattato. Nel loro insieme, questi studi forniscono prove di attività in diverse popolazioni di NSCLC e istologie, sebbene rimanga importante una conferma in popolazioni globali più ampie.

Anche i primi dati su pumitamig sostengono il proseguimento della ricerca. Nel dataset di fase 2 presentato per lo studio ROSETTA Lung-02, gli ORR confermati erano pari al 48%, 78% e 100% nei tumori con TPS di PD-L1 <1%, 1–49% e ≥50%, rispettivamente; questi primi risultati sui sottogruppi richiedono conferma in studi più ampi.

Il profilo di sicurezza riflette entrambe le componenti dell’approccio, tra cui ipertensione correlata al VEGF, proteinuria ed emorragie, oltre allo spettro consolidato di eventi avversi immuno-correlati. Altri eventi segnalati includono stomatite e tossicità oculare. La valutazione del rischio al basale, il riconoscimento precoce della tossicità e il contributo multidisciplinare sono componenti importanti della gestione.

Nel complesso, gli anticorpi bispecifici PD-(L)1 × VEGF rappresentano una strategia terapeutica promettente e in continua evoluzione. Ivonescimab è approvato in Cina per indicazioni selezionate di NSCLC, ma rimane in fase di sperimentazione negli Stati Uniti, mentre gli studi randomizzati in corso definiranno ulteriormente l’efficacia, la sicurezza e il posizionamento clinico ottimale di questo approccio terapeutico.